L’alopecia è una condizione che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, causando la perdita dei capelli in modo parziale o totale. Si tratta di una malattia autoimmune, che può avere diverse cause: genetiche, ambientali, ormonali o legate allo stress. L’alopecia può avere un forte impatto psicologico e sociale, compromettendo l’autostima e la qualità della vita di chi ne soffre.
Esistono diversi tipi di alopecia, a seconda della zona interessata e del grado di severità. Tra i più comuni, possiamo citare:

  • L’alopecia androgenetica, che è la forma più diffusa e colpisce soprattutto gli uomini, ma anche le donne. Si manifesta con un progressivo diradamento dei capelli nella zona fronto-temporale e vertex, dovuto all’azione degli ormoni androgeni sui follicoli piliferi.
  • L’alopecia areata, che si caratterizza per la comparsa di chiazze rotondeggianti prive di capelli, di dimensioni variabili, in qualsiasi parte del cuoio capelluto o del corpo. Può essere limitata ad alcune aree o estendersi a tutto il capo (alopecia totalis) o a tutto il corpo (alopecia universalis).
  • L’alopecia cicatriziale, che è una forma irreversibile di perdita dei capelli, causata da un danno permanente ai follicoli piliferi, che vengono sostituiti da tessuto cicatriziale. Può essere dovuta a traumi, infezioni, malattie infiammatorie o neoplastiche.

Per affrontare il problema dell’alopecia, esistono diverse opzioni terapeutiche, che vanno dalla somministrazione di farmaci, alla chirurgia, alla fototerapia. Tuttavia, non sempre queste soluzioni sono efficaci, sicure o accessibili. Per questo motivo, negli ultimi anni si è sviluppata una nuova tecnica, basata sull’impiego del PRP, ovvero il plasma ricco di piastrine.

Cos’è il trattamento PRP e come funziona

Il PRP è un concentrato di plasma sanguigno, che contiene un numero elevato di piastrine, le cellule responsabili della coagulazione e della guarigione delle ferite. Le piastrine, infatti, rilasciano dei fattori di crescita, ovvero delle molecole in grado di stimolare la rigenerazione dei tessuti danneggiati, favorendo la proliferazione, la differenziazione e la migrazione delle cellule staminali.
Il PRP si ottiene tramite un semplice prelievo di sangue dal paziente stesso, che viene poi sottoposto a un processo di centrifugazione, per separare le diverse componenti. Il plasma arricchito di piastrine viene poi iniettato nelle zone interessate dall’alopecia, mediante delle sottili e indolori microcannule.
Il trattamento con il PRP ha lo scopo di riattivare il metabolismo dei follicoli piliferi, che sono le strutture deputate alla produzione dei capelli. In questo modo, si ottiene un arresto della caduta dei capelli, una ricrescita di nuovi capelli e un ispessimento di quelli esistenti. Il risultato è una maggiore densità e qualità della chioma, che appare più folta, forte e lucente.

Quali sono le indicazioni e le controindicazioni del PRP

Il PRP è una terapia biologica, autologa e minimamente invasiva, che presenta numerosi vantaggi rispetto ad altre opzioni. Tra questi, possiamo elencare:

  • La naturalezza del prodotto, che deriva dal sangue del paziente stesso, evitando il rischio di reazioni allergiche o infettive.
  • La semplicità della procedura, che richiede solo un prelievo di sangue e una serie di iniezioni, senza bisogno di anestesia o di ricovero.
  • L’assenza di effetti collaterali importanti, se non un lieve gonfiore o arrossamento transitorio nella zona trattata.
  • Il costo contenuto, rispetto ad altre soluzioni come il trapianto di capelli.

Il PRP è indicato per il trattamento dell’alopecia non cicatriziale, ovvero quella in cui i follicoli piliferi sono ancora vitali e suscettibili di essere stimolati. In particolare, si rivela efficace nei casi di:

  • Alopecia androgenetica, sia maschile che femminile, in fase iniziale o moderata.
  • Alopecia areata, in assenza di altre patologie autoimmuni associate.

Il PRP non è invece utile nei casi di alopecia cicatriziale, in cui i follicoli piliferi sono irreversibilmente distrutti, o di alopecia avanzata, in cui la superficie calva è troppo estesa. Inoltre, il PRP è controindicato in presenza di:

  • Malattie ematologiche, come anemia, leucemia, trombocitopenia, coagulopatie.
  • Malattie infettive, come epatite, HIV, tubercolosi, sifilide.
  • Malattie neoplastiche, come tumori, leucemie, linfomi.
  • Malattie autoimmuni, come lupus, artrite reumatoide, sclerodermia.
  • Terapie anticoagulanti o immunosoppressive.
  • Gravidanza o allattamento.

Quali sono i risultati attesi e il protocollo da seguire

Il trattamento con il PRP richiede una valutazione preliminare da parte di un medico specialista, che deve accertare la diagnosi di alopecia, il tipo, il grado e le cause. Inoltre, il medico deve escludere eventuali controindicazioni e informare il paziente sui benefici e i limiti della terapia.
Il protocollo standard prevede una serie di 3-4 sedute, a distanza di un mese l’una dall’altra, seguite da una seduta di mantenimento ogni 6-12 mesi. Ogni seduta dura circa 30-60 minuti e non richiede particolari precauzioni prima o dopo il trattamento. Il paziente può riprendere le normali attività subito dopo le iniezioni, evitando solo di lavare i capelli per 24 ore.
I risultati del PRP non sono immediati, ma si manifestano gradualmente nel corso dei mesi. Il primo effetto è l’arresto della caduta dei capelli, che si verifica dopo circa 2-3 mesi. Successivamente, si osserva una ricrescita di nuovi capelli e un miglioramento della qualità di quelli esistenti, che diventano più spessi, forti e lucenti. Il risultato finale si apprezza dopo circa 6-12 mesi e dipende anche dalle caratteristiche individuali del paziente e dal grado di alopecia.

Il PRP è una terapia sicura ed efficace, che permette di ottenere un miglioramento significativo dell’aspetto dei capelli, con un impatto positivo sull’autostima e sul benessere psicologico. Tuttavia, non si tratta di una soluzione definitiva, ma di un supporto alla rigenerazione dei follicoli piliferi, che va mantenuto nel tempo con delle sedute periodiche. Inoltre, il PRP non è in grado di ripristinare la situazione precedente all’alopecia, ma di rallentare il processo di perdita dei capelli e di aumentare la densità capillare.
Per questo motivo, il PRP va considerato come una terapia complementare, che può essere associata ad altre opzioni, come i farmaci, la fototerapia o il trapianto di capelli, a seconda dei casi. L’importante è affidarsi sempre a un medico esperto e qualificato, che possa consigliare la soluzione più adatta e personalizzata per ogni paziente.
 

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Dottor Umberto Fama
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