La chirurgia e la medicina estetica sono discipline che si occupano di migliorare l’aspetto fisico delle persone, correggendo eventuali difetti o inestetismi, o valorizzando i punti di forza. Ma quali sono i criteri che guidano i professionisti di questo settore nella scelta degli interventi più adatti a ciascun paziente? Come si fa a garantire un risultato naturale, gradevole e armonioso, senza cadere nell’eccesso o nella falsità?

La risposta a queste domande si trova nel rispetto dei canoni di equilibrio e armonia, che sono i principi fondamentali della chirurgia e della medicina estetica. Si tratta di concetti che derivano dalla cultura classica, in particolare dalla Grecia e dalla Roma antica, che hanno fissato i modelli di bellezza ideale per il corpo umano, basati su proporzioni, simmetrie e rapporti matematici. Questi modelli sono stati ripresi e rielaborati nel corso della storia dell’arte, in particolare nel periodo del Neoclassicismo, che ha visto il ritorno ai valori estetici e morali dell’antichità, in opposizione al Romanticismo e al Barocco.

L’equilibrio e l’armonia si riferiscono alla capacità di creare una coerenza tra le diverse parti del corpo, in modo che nessuna risulti sproporzionata, eccessiva o difforme rispetto al resto. Si tratta di un equilibrio dinamico, che tiene conto anche dei movimenti, delle espressioni e delle emozioni che animano il volto e il corpo. L’armonia si basa anche sul rispetto della personalità, dei gusti e delle aspettative di ciascun paziente, che devono essere ascoltati e compresi dal medico o dal chirurgo, per offrire una soluzione personalizzata e adeguata.

Per raggiungere l’equilibrio e l’armonia, i professionisti della chirurgia e della medicina estetica si avvalgono di strumenti e tecniche sempre più avanzati e sicuri, che consentono di intervenire con precisione e delicatezza, minimizzando i rischi e i tempi di recupero. Tra questi strumenti, vi sono il rapporto aureo, o Phi, che è un numero irrazionale pari a circa 1,618, che esprime il rapporto tra due segmenti che dividono una retta in modo tale che il rapporto tra il segmento maggiore e il minore sia uguale a quello tra il segmento minore e la differenza tra i due segmenti. Questo rapporto è stato usato da Pitagora, Platone, Leonardo da Vinci e altri grandi artisti e scienziati per creare opere perfette e armoniose, e oggi viene applicato anche al volto e al corpo umano, per stabilire le proporzioni ideali tra le diverse parti. Un altro strumento è il sistema dei terzi orizzontali, che consiste nel dividere il volto in
tre parti uguali, tra l’attaccatura dei capelli e il mento, e verificare che le diverse componenti, come gli occhi, il naso, la bocca, le orecchie, siano allineate e in equilibrio tra loro.

L’obiettivo finale della chirurgia e della medicina estetica è quello di donare al paziente il giusto equilibrio tra bellezza e benessere, senza alterare la sua identità e la sua naturalezza. Si tratta di un obiettivo che richiede competenza, professionalità, etica e sensibilità da parte dei medici e dei chirurghi, che devono essere in grado di consigliare il paziente con onestà e trasparenza, e di eseguire gli interventi con cura e rispetto. Solo così si può raggiungere una
bellezza autentica, che non è solo una questione di forma, ma anche di sostanza.

Dottor Umberto Fama
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